Corso di introduzione alla Vulvologia

13 Giugno 2015 | Aula delle Piane | P.O. Sant'Anna | Torino


Presentazione

La donna con disturbo vulvare si rivolge ovviamente al ginecologo, ma questo specialista potrebbe trovarsi spesso in difficoltà nell’interpretare correttamente il caso in quanto la vulva, per caratteristiche anatomoistologiche e topografiche, si differenzia nettamente dal distretto cervico-vaginale pur rappresentandone la continuità.

La patologia vulvare pertanto rappresenta un argomento medico di confine tra competenze ginecologiche, dermatologiche, e anatomopatologiche, le quali quasi sempre dedicano poco o nessun spazio a questo organo. A queste principali competenze si possono aggiungere anche altri specialisti che possono contribuire nella gestione della donna affetta da disturbo vulvare: lo psicoterapeuta, l’urologo, il fisiatra, il chirurgo plastico ed il chirurgo pelvico. Nel corso degli anni la raccolta e sistema-tizzazione delle numerose conoscenze anatomofisiologiche, terminologico-classificative, e diagnostico-terapeutiche riguardanti la vulva ed i suoi disturbi ha portato alla nascita della Vulvologia. Questo termine, oramai diffuso e utilizzato internazionalmente, identifica una specifica competenza interdisciplinare dedicata alla gestione delle donne affette da disturbi vulvari e alla formazione dei medici che vogliono interessarsi di questa materia.

Lo scopo di questo corso è pertanto quello di fornire al ginecologo nozioni di base sulla vulvologia, mettendolo in condizione di riconoscere ed inquadrare correttamente il disturbo vulvare. Dopo questo corso il ginecologo sarà, da una parte in grado di trattare personalmente alcune patologie e, dall’altra saprà quando e a chi inviare la paziente che necessita della consulenza di un altro specialista o di un parere vulvologico più approfondito. Per raggiungere gli obiettivi del corso non verrà dato spazio a trattazioni di tipo speculativo e sperimentale, privilegiando quindi un taglio tipicamente clinico pratico con presentazione e discussione in itinere di casi clinici inseriti nel contesto delle singole presentazioni. Sono comunque previsti anche spazi di sola discussione interattiva per consentire un proficuo scambio tra relatore e partecipanti.